Quali sono e come uscire dalle “sabbie mobili” che silenziosamente portano al fallimento la tua sartoria.

In questo articolo voglio affrontare uno dei temi più scottanti per una sartoria, quello delle tasse e della tendenza a non fare scontrini e fattura che accomuna tante sartorie e in generale molti professionisti italiani.

Intendiamoci, non voglio farne una questione di legalità perché non mi interessa. A me interessa aiutarti a sviluppare la tua Sartoria, in modo che tu possa ottenere più clienti e fare più soldi.

Quindi, se sei interessata a capire i veri rischi che stai correndo (a parte quelli legati a un eventuale controllo fiscale, che non mi riguardano), prenditi un po’ di tempo per leggere molto attentamente quello che sto per spiegarti.

Non c’è bisogno di fare la faccia scandalizzata e di dire che tu mai e poi mai faresti qualcosa di contrario alle norme. Non ti guarda nessuno e puoi essere sincera.

Di certo non ti dico niente di nuovo se affermo che nel mondo delle sartorie si usa spesso una contabilità “creativa”, in cui le lavorazioni vengono pagate in contanti e non sono tracciate in alcun modo.

“Ti serve lo scontrino?” è la domanda ricorrente che si fa al cliente prima di dirgli quanto deve pagare. Il nostro è uno dei settori in cui il nero è più diffuso in assoluto, approfittando del fatto che i clienti in genere sono contenti se possono pagare un po’ di meno.

Sono stati fatti tanti tentativi da parte del governo per risolvere questa situazione, intensificando i controlli e dando la possibilità come cashback o lotteria degli scontrini, ma senza risultati apprezzabili.

Il nero è una piaga , non è una buona cosa. Non tanto per le sue ripercussioni sulla società, ma perché è letteralmente una “sabbia mobile” che può portarti al fallimento.

Nonostante le apparenze di “soldo in tasca senza tasse”, non fare scontrini e fatture è un’abitudine che sta bloccando la tua attività e che nel lungo periodo soffocherà la sartoria.

Mi rendo conto si tratti di un’affermazione che sembra assurda e contraria al pensiero comune. Sono certo che ti abbiano insegnato a fare così e che tu sia convinto di fare il bene e salvare la sartoria con questo atteggiamento. Forse consideri il nero necessario, qualcosa che sei costretto a fare perché altrimenti non potresti andare avanti e non porteresti un centesimo a casa.

Ma non hai guardato abbastanza attentamente il contesto i in cui ti trovi. O meglio, in cui dovresti muoverti per portare al successo la sartoria.

Nelle scuole o istituti di moda non ti insegnano come fare. E il risultato è fare scelte sbagliate. Per questo voglio passare in rassegna i pro e i contro della “contabilità oscura”o fare nero.

Come unico pro, almeno apparentemente, c’è quello di pagare meno tasse. Non puoi pagare le tasse su quello che non dichiari, giusto?

Quindi tu vai avanti imperterrito con i tuoi pagamenti in contanti e le tue fatture falsate, pensando con grande soddisfazione a quanti soldi hai risparmiato e sottratto alle grinfie dello Stato avido. Ti senti un eroina e vai avanti a testa alta,

E ti dirò, umanamente capisco, e so anche il motivo avendo una sartoria come te.

In Italia abbiamo un carico fiscale da record, e questo è un fatto ormai assodato.

Non è una leggenda, con una pressione fiscale del 64,8% contro la media europea del 40,6% ci piazziamo come paese più tassato d’Europa. Quindi non me la sento di condannarti.

Ma devi anche sapere che la tua contabilità “nera” sta facendo più danni della pressione fiscale

Tu credi di proteggere i tuoi interessi, ma le cose non stanno esattamente così.

Il sistema fiscale italiano è davvero complicato. Non sono un esperto come te ma ho dovuto imparare.  Ma c’è un’unica cosa certa, e che ho imparato il sistema favorisce chi guadagna di più, con particolari agevolazioni.

Ti faccio un esempio semplice da capire come lo fecero a me, l’ultimo scaglione IRPEF corrisponde a un’aliquota del 43% che si applica ai redditi da 75.000 € in su. Significa che, sia che tu guadagni 75.000 € sia che ne guadagni 750.000 €, la percentuale da pagare non cambia.

Perciò, guarda un po’, gli unici ad avere difficoltà con le tasse sono i poveri.

Se prendi in considerazione una cifra di 90.000 €, togliendo le tasse ti rimangono in tasca pochi soldi, con cui non puoi sostenere uno stile di vita adeguato. E ovviamente la preoccupazione e l’ansia ti afferrano.

Ma se fai crescere la sartoria e devi calcolare le tasse su 300.000 euro invece che su 90000 €, evidentemente la tua situazione economica cambia radicalmente, anche se paghi fino all’ultimo centesimo. Quello che ti resta, al netto delle tasse, è una quantità di denaro decisamente buona, che non ti fa svegliare la notte pensando a cosa faresti se succedesse un imprevisto.

Ora pensa invece a quello che succederebbe se invece di guadagnare 300000 euro arrivassimo a mezzo milione, un milione, 5 milioni e così via. Non ti importerebbe più di quanto ti chiede lo Stato, perché comunque vada quello che ti resta sul conto ti permetterebbe di vivere la vita che vuoi.

Se sei furba non ti sarà difficile capire questo concetto: il tuo obiettivo è far crescere la tua attività tanto da non avere più paura delle tasse.

E qui arriviamo ai contro del nero.

Non puoi far crescere la sartoria se non hai una contabilità al 100% in chiaro. Anche questa potrebbe sembrarti un’affermazione assurda, ma adesso ti spiego meglio facendoti qualche esempio.

Tanto per cominciare, se vuoi espandere la tua attività nel tempo, inserendo in squadra persone, non puoi farlo serenamente. Diventa difficile controllare cosa succede ai pagamenti, sei sempre costretta a essere presente e prendere tu i soldi per paura che finiscano nelle tasche sbagliate.

Questo ti forza a restare piccolo, perché tutta la tua attività è proporzionata alla tua effettiva disponibilità di tempo e concentrazione. Quando vuoi prenderti una meritata pausa devi chiudere, perché non puoi fidarti di nessuno per la cassa.

E non dirmi che hai scelto tua figlia , figlio  o una cara amica per questo ruolo, perché dimostrerebbe due cose:

  • hai selezionato i tuoi collaboratori per ragioni affettive e non in base alle loro effettive  competenze, un errore;
  • stai pensando a te stessa senza ambizioni e non stai guardando oltre né progettando la crescita come dovresti.

Se smettessi di autosabotarti e di pensare a te stessa come una professionista condannata a rimanere sempre nella sua stanza, con la stessa cerchia di clienti e le stesse preoccupazioni anno dopo anno ragioneresti in ottica completamente diversa. Ti invito a farlo, è decisivo. Altrimenti puoi chiudere qui con questo sito.

Se vuoi davvero far sviluppare la tua attività ed espanderti a un certo punto ti servirà gente nuova, quindi il problema in ogni caso è solo rimandato.

A proposito di questo, c’è un secondo effetto negativo del nero. Non hai la possibilità di richiedere un finanziamento per fare un ampliamento, cambiare sede, aprire una seconda sartoria o comprare nuovi macchinari. Per la banca vale la contabilità ufficiale, quindi ai suoi occhi sei una delle milioni di poveracce che guadagna poco o niente, non sei una professionista affidabile a cui concedere dei soldi.

Questo limita di molto le tue possibilità future. Anche in questo caso, devi dire addio a qualsiasi progetto di espansione serio che richieda più denaro di quello che si trova sul tuo conto.

Per non parlare poi di quello che succede il giorno in cui decidi di voler andare in pensione e ricavare tutto il possibile dalla tua attività per vivere una vecchiaia serena e confortevole.

Un potenziale investitore comprerebbe volentieri un’attività proficua, concedendoti una buonuscita di tutto rispetto. Ancora una volta però, la sartoria vale quanto dice la contabilità ufficiale.

Una persona seria interessata a rilevare una sartoria non sceglierebbe mai una sartoria cosi, sai perché? E’in perdita o al massimo in pareggio, visto che non hai dichiarato i tuoi reali guadagni.

Ti racconto una mia esperienza, nel mio programma di espansione c’era quello di acquistare una lavanderia nel quartiere dove c’è una sartoria da noi gestita.

Trovai una lavanderia che, vista la voglia di pensione di chi la gestiva, avrebbero accettato volentieri la vendita.

Ne cominciamo a parlare, e i titolari mi fanno un prezzo di vendita che andava anche bene per me. Poi però faccio la fatidica domanda : Vorrei vedere i vostri libri contabili.

Da li le varie scuse fino ad arrivare al punto di  ammettere che praticamente tutta la contabilità era “creativa”, inventata dal commercialista di fiducia, non reale.

A quel punto, feci la mia offerta, ZERO euro, e vi sto trattando bene. Mi guardarono sconcertati. Logicamente tutto andò a monte con loro, feci una provocazione.

Per farti capire che il lavoro di una vita, agli occhi di un investitore come me valeva ZERO euro.

Per ultimo, ma non in ordine di importanza, senza tenere traccia dei tuoi numeri non puoi ideare una strategia di espansione Sartop mirata e concreta. Ti chiederei quali siano i tuoi guadagni effettivi ogni lavoro che fai da tariffario, , probabilmente hai anche delle remore a conservare tutti i contatti dei pazienti, che sarebbero pericolosi in caso di controlli.

Praticamente ti stai tagliando le ali da sola.

Come vedi non c’entra la legalità. Queste sono tutte ragioni concrete, che hanno a che fare con il tuo futuro successo, con i tuoi soldi.. Il migliore regalo che puoi fare a te stessa è perciò mettere in ordine la tua contabilità e iniziare subito a utilizzare i tuoi numeri in modo intelligente, e in Sartop siamo pronti ad aiutarti.

Richiedi le basi del sistema Sartop, cosi da conoscere i fondamenti del mio sistema per guadagnare in sartoria.

Se hai domande puoi scriverle qui sotto nell’apposita sezione commenti, cercherò di rispondere il prima possibile

Marco

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